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Novara - La Nostra Città

" Novara " trae origine da un villaggio di liguri, celtizzati tempo dopo dai Galli Vertacomari.  Nel 196 A.C., Novara, è sotto il dominio di Roma i cui uomini si fermano nelle zone conquistate  per mettere a coltura i terreni incolti  creando così i novalia e quindi un centro latinizzato che ebbe nome Novaria.  La pianta della città era rettangolare e attraversata da due strade:  il cardo maximus, da nord a sud, e il  decumanus maximus da est a ovest,  per occupare una zona complessiva di 300.000 metri quadrati

Cardo maximus: oggi corso cavour
Decumanus maximus: oggi corso italia 

Numerosi gli uomini che diedero impulso strategico a Novara e, tra questi,
Caio Valerio Pansa, ufficiale dell'esercito romano;  Caio Albucio Silone, uomo incapace di fare torti, avvocato e assessore edile;  Costantino Imperatore che diffuse il cristianesimo a Novara; Gaudenzio che, nel 398, è eletto  I  Vescovo della città  (oggi ne è il santo patrono);  Agabio e Lorenzo,  vescovi, e  Vittore vescovo che fece costruire l'attuale basilica.
Novara così prosperava e attirava le attenzioni dei popoli.   Nel 569, dal Friuli, scesero i Longobardi di Alboino che con le loro fare,  bande armate,  presero   dimora in Novara cercando, nel volgere dei secoli,  di allargare il loro potere a tutta la penisola italica. Questo li portò ad aperti contrasti con la chiesa  e fu così che, nel 773, Carlo Magno, Re dei Franchi chiamato da Papa Adriano I, fece propri i territori longobardi introducendo nuovi  confini, nuove tasse e la littera carolina, cioè il modo di scrivere dei franchi.
I Franchi dominarono il territorio fino a 962 anno in cui,  Ottone I di Sassonia, per la resa di Villa,  regina franca,  fu incoronato  imperatore concedendo ai  Vescovi l'autorità distrettuale  sul territorio vicino e sugli abitanti della città.  In quegli anni nacque la I Crociata e in seguito, nel 1110, Enrico V, per contrasti con il dominio papale, abbattè le mura di Novara che concesse di ricostruire sei anni dopo, con lo scopo di creare il libero comune di Novara.
Il 1257 segnò la lotta tra  guelfi e ghibellini, pacificati in seguito da Enrico VII. Nei secoli  successivi la dominazione fu quella dei  Visconti che persero il potere per opera degli Sforza, sul finire dell'anno 1448.

Il castello visconteo  sforzesco  

Alterne infeudazioni ci portano all'anno 1713 e al dominio austriaco per effetto del trattato di "Utrecht". Il potere austriaco finisce con l'avvento degli uomini di  Casa Savoia che,  nonostante la resa del 1849 agli austriaci,  mantengono la sovranità sul novarese.


Qui ci fermiamo, con l'immagine della storica Battaglia della Bicocca


                       

 

I disegni riprodotti in questa pagina sono di Manuela Tarlao; i testi di Giancarlo Andenna e Dorino Tuniz; la fonte Storia di Novara a Fumetti edita da Hixa 1984